Nidi per uccelli di bosco, campagna e città.

 

nido a
"cassetta postale"

nido a "tronchetto"

nido "aperto"

I nidi artificiali più tipici per le piccole specie di uccelli canori che frequentano boschi, campagne e città sono detti a "cassetta postale". Questo tipo di nido ha un coperchio apribile ed un foro d'ingresso. Il modello classico può subire numerose varianti soprattutto nelle dimensioni, nella forma e posizione del foro d'entrata nonché nella struttura generale del nido.

Una comune variante è infatti quella del "nido a tronchetto" dove la forma è cilindrica anziché squadrata. La sua realizzazione è comunque ben più complessa partendo da un moncone di tronco che viene convenientemente svuotato del legno interno. In altri casi si usano stampi e colate di cemento misto a segatura per alleggerirne il peso.

A "cassetta" o a "tronchetto" non crea differenza per la maggioranza delle specie. Il foro d'entrata invece è particolarmente importante: la sua dimensione infatti deve essere ben calcolata. Fori troppo piccoli rendono impossibile l'accesso a specie di taglia più grande; fori troppo ampi, in certi casi non offrono adeguata riservatezza e sicurezza dai predatori a molti uccelli piccoli.

In linea generale, poi, i nidi a cassetta si dividono in modelli "con foro d'entrata" (o "chiusi") e modelli "aperti". Come vedremo più avanti, infatti, certe altre specie non nidificano in vere e proprie cavità, ma cercano piuttosto dei ripari e amano nidi a cassetta, con ampia apertura frontale.

 

Tempi e modi per installarli.


Il periodo migliore per installare un nido è in autunno-inverno. Gli uccelli nidificano in genere in primavera, e le specie considerate non avviano generalmente la costruzione del nido prima di marzo.

È molto importante che il nido sia posizionato con largo anticipo. Questo per promuovere la confidenza della nuova struttura con gli uccelli che frequentano la zona e dare loro la possibilità di ispezionarlo accuratamente. Installazioni troppo anticipate producono infatti molti inconvenienti: maggiore usura del legno, invasione della cavità da parte di insetti e ragni ancora attivi (in estate o primo autunno) o roditori in cerca di un posto per ibernarsi (come il moscardino). Anche in questi ultimi casi, peraltro piacevoli e interessanti, il nido comunque non sarà utilizzato dagli uccelli. Per questo stesso motivo dopo la riproduzione, in estate, il nido può essere rimosso, pulito e poi reinstallato l'autunno successivo.

Importante per il successo dell'occupazione è come viene posizionato e dove. La scelta del sito non è difficile ma deve essere accorta. Vanno privilegiate zone tranquille anche se vicine a zone interessate da vostre attività quotidiane: non sono rari casi di cince o pigliamosche che hanno occupato nidi fissati sotto la balaustra o sopra la porta di un appartamento. Importante è il nido non sia troppo visibile e isolato, e soprattutto accessibile dall'uomo. Un angolo "ignorato" del giardino è l'ideale.

Altra regola essenziale è non disturbare l'attività degli uccelli presso il nido. Una volta scelto il sito e posizionato il nido dimenticatelo per un po'. Sarà il volo degli occupanti a richiamare la vostra attenzione in primavera.

Il nido può essere inchiodato o legato (meglio la prima soluzione, a meno che non debba essere fissato ad un albero) e preferibilmente leggermente inclinato verso il basso. L'esposizione migliore è quella rivolta verso Ovest, e l'apertura non deve essere esposta al sole o agli agenti atmosferici. L'ancoraggio deve essere comunque ben saldo.

 

 

Come installare i nidi.


1. Il luogo deve essere riparato e tranquillo.

2. Il nido deve garantire una facile accessibilità e non essere troppo coperto dalla vegetazione. La presenza di una libera traiettoria di volo è essenziale per la maggioranza delle specie.

3. L'altezza di applicazione dipende dalla specie, ma in generale l'altezza preferenziale è di poco superiore ai tre metri.

4. Il nido non deve essere mai inclinato verso l'alto, ma in posizione parallela al suolo o leggermente inclinato verso il basso per essere riparato da pioggia e sole.

5. Il supporto deve essere ben saldo e poco oscillante, e il fissaggio del nido ben sicuro.

6. Certe specie come Scricciolo e Merlo preferiscono nidi inseriti in vegetazione fitta come edera e cespugli, ma sempre tale da permettere un accesso agevole al primo posatoio da cui poi, usando la vegetazione, sia possibile raggiungere l'entrata.

 

Come seguire la nidificazione.


Avvicinarsi ad un nido occupato richiede molta attenzione e rischia di mandare a monte la nidificazione. A titolo informativo, qui di seguito sono riassunte le fasi riproduttive degli uccelli:



INVERNO

·        ispezione del nido da parte degli adulti (il maschio, generalmente)

 

TARDO INVERNO/PRIMAVERA

·        Attività territoriali del maschio con canto e parate nei pressi del nido

·        formazione della coppia

·        ispezione del nido da parte della coppia

PRIMAVERA

·        trasporto materiale per imbottire la cavità

·        frequenti visite mentre l'altro partner cova le uova

·        visite più frequenti dopo la schiusa delle uova e la nascita dei pulcini, con trasporto di insetti nel becco e allontanamento dei sacchi fecali

PRIMAVERA/ESTATE

·        Involo dei giovani

·        Nutrizione dei giovani fuori dal nido per alcuni giorni prima dell'indipendenza

Attenzione: molte specie, dopo la prima covata possono ripeterne una seconda e anche una terza.

Conoscendo le sequenze della fase riproduttiva è possibile compiere interessanti osservazioni. Chi è appassionato può anche effettuare buone fotografie.

È necessario sapere che le fasi più delicate sono quelle della scelta del nido e dell'incubazione. Bisogna evitare in alcun modo di disturbare gli uccelli in questi momenti. Quando si avverte che è in atto la cova, si potrà ispezionare il nido usando una scala e alzando il coperchio solo quando nessun adulto è presente all'interno. Si deve anche evitare di alterare la disposizione esterna della vegetazione. Simili disattenzioni possono indurre gli uccelli ad abbandonare nido e covata.

Lo stesso vale quando ci sono i pulcini. Anche se in questa fase i genitori raramente abbandonano la nidiata, un disturbo può far propendere gli adulti a non usare più quel nido per il futuro.

 

 

Tempi di incubazione e allevamento dei piccoli
di alcune specie ospiti dei nidi artificiali

 

 

Specie

Giorni di incubazione
delle uova

Giorni di allevamento
dei pulcini nel nido

Ballerina bianca

12-14

13-16

Cinciallegra

13-14

16-22

Cincia mora

14-18

16-19

Cinciarella

12-16

15-22

Codirosso

11-14

14-20

Merlo

11-17

12-19

Passera mattugia

11-14

12-14

Passera d'Italia

11-14

15

Pettirosso

14-18

23-25

Picchio muratore

12-14

13-16

Pigliamosche

11-15

12-14

Rampichino

15

16-17

Scricciolo

14-17

15-20

Storno

12-15

20-22

Torcicollo

12-14

19-21

 

 

Nota: Le date di incubazione e di involo dal nido sono comunque variabili in relazione a molti fattori quali la dieta, le condizioni climatiche, la latitudine, l'altitudine. I dati riportati sono la media di molti rilevamenti.