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CENSIMENTO DELL'AVIFAUNA






La parola “censimento” deriva dal latino “censere” (valutare) e, per definizione, è un “rilevamento degli elementi di un insieme”. I censimenti sono utili perché esiste la necessità di stimare i livelli di abbondanza e le densità delle specie presenti, fattori che costituiscono la base per ogni corretto intervento di gestione. 

I dati ottenuti dai censimenti sono indispensabili nell'ambito di programmi di ricerca sulla dinamica delle popolazioni, sulle migrazioni o sull'uso dell'ambiente: infatti sono tutte indagini che prevedono rilevamenti quantitativi degli animali presenti. I censimenti possono essere suddivisi in tre tipologie: completi (conteggio di tutti gli animali in una zona), campione (conteggio completo, ma in limitate aree campione) e per indici (conteggi effettuati con metodi vari, ma standardizzati).

A livello ornitologico in Italia i primi censimenti degli uccelli acquatici sono stati svolti irregolarmente tra il 1968 e il 1974. Solo nel 1975 i censimenti hanno cominciato ad essere condotti con una certa sistematicità come parte del progetto IWC (International waterbeard census - censimento internazionale acquatici). 
I censimenti IWC vengono effettuati solo a gennaio in un’unica data a livello nazionale. L’idea è quella di censire gli uccelli acquatici contemporaneamente a metà inverno, periodo nel quale sono ultimati i movimenti migratori post-nuziali ed ancora non sono iniziati quelli pre-nuziali.
L’Emilia Romagna è una delle poche regioni in cui i censimenti degli uccelli acquatici sono stati effettuati sin dall’avvio del progetto IWC in Italia. A differenza di altre regioni il compito di censire gli uccelli acquatici svernanti è stato affidato, nei primi anni 80, dalla regione alle province; queste però, non disponendo di personale qualificato, si sono organizzate in vari modi: alcuni hanno affidato i censimenti agli agenti di Polizia provinciale, altri si sono appoggiati a volontari di varie associazioni, altri non hanno fatto nulla.
Nella seconda metà degli anni 90 alcune province hanno iniziato a coinvolgere rilevatori esperti nel coordinamento e nello svolgimento dei censimenti. Proprio dalle esigenze di riunire e coordinare i rilevatori esperti di censimenti e di incrementarne il numero, è nata alla fine degli anni 90 l’idea di costituire l’Associazione degli Ornitologi Dell’ Emilia Romagna (AsOER) che, allo stato attuale, opera su 7 province con circa 200 rilevatori (riconosciuti ISPRA e non).
In Oasi La Francesa, l’attività di censimento è stata affidata ad Alberto Masserenti che ha fatto di questa attività lo scopo di volontariato all’interno dell’ Oasi. Il metodo di censimento utilizzato da Alberto consiste nel quantificare le specie presenti e la loro consistenza al fine di rilevare le eventuali variazioni a livello temporale. Supportato da altri appassionati, porta avanti il censimento in due diverse aree. La prima, a cadenza settimanale, all’interno dell’ Oasi. La seconda, a cadenza mensile, in un’area più vasta (Valli di Gruppo e Fossoli) e i dati entrano in rete a livello provinciale.
 
 
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